Santuario di Santa Maria in Val d’Abisso – Piobbico

Sefro – Il Bosco Incantato
Il Santuario di Santa Maria in Val d’Abisso, situato a sud-est di Piobbico, ai piedi del Monte Nerone, è il più antico luogo di culto del territorio piobbichese e risale all’XI secolo (noto all’epoca come “Santa Maria in Mavi”). Secondo la tradizione, alcuni pastori o carbonari avrebbero ritrovato un’immagine della Vergine in un anfratto del monte, probabilmente abbandonata da un eremita. La tavoletta con la sacra effigie fu collocata in un tabernacolo, diventando presto oggetto di devozione, e da allora sorse la chiesa attorno ad essa.
Il nome “Val d’Abisso” comparve dopo il terremoto del 1456, che provocò profonde fratture sulla roccia del Nerone, visibili tutt’oggi sopra la chiesa. Nel 1489 il santuario fu affidato all’ordine dei Servi di Maria, grazie al sostegno dei conti Brancaleoni, che contribuirono al suo sviluppo e facendone il loro luogo di sepoltura prediletto.
L’edificio ha una facciata romanica sobria, arricchita da un portico e da un elegante portale scolpito con iscrizione in latino, che invita al pellegrinaggio devoto. All’interno, a navata unica con soffitto a capriate e abside a costoloni, sono conservate opere rinascimentali e affreschi di grande valore: tra questi il Battesimo di Cristo di Girolamo Nardini (1519‑20), la Pala dell’Assunta di Raffaellino dal Colle con santi sugli sportelli, un’Annunciazione di Fabrizio Fabrizi e un affresco con la Vergine con il Bambino tra San Filippo Benizi e il beato Barbetta. Nell’abside si trova anche un crocifisso in maiolica dell’artista Valerio Valeri e le tavole della Via Crucis firmate dallo stesso autore.
Ogni 8 settembre, in occasione della Natività di Maria, si celebra a Piobbico la caratteristica Processione delle Rocche: ragazze vestite da contadinelle portano un bastone decorato (la “rocca”) fino al santuario come offerta alla Vergine, in memoria dell’antica devozione popolare.

