Abbazia di San Vittore alle Chiuse – Genga

Genga San Vittore

Genga – Abbazia di San Vittore alle Chiuse

Fondata dai monaci benedettini tra il 1060 e il 1080, l’Abbazia deve il suo nome “alle Chiuse” alla sua posizione strategica: sorge infatti in una conca naturale circondata dalle montagne, che sembra quasi “chiudere” il passaggio verso il fiume Sentino.

L’aspetto che rende San Vittore unica è la sua pianta a croce greca inscritta in un quadrato, sormontata da una cupola centrale e caratterizzata da cinque absidi. Questo schema architettonico rivela una forte influenza orientale e bizantina, rara nel centro Italia, che conferisce all’edificio una geometria perfetta e un’aura di solenne austerità. La facciata è dominata da una torre quadrangolare e il materiale utilizzato è la pietra calcarea locale, che assume sfumature dorate al tramonto.

Uno dei dettagli più discussi dagli studiosi è la presenza, incisa vicino alla porta d’ingresso laterale, di un simbolo simile a un “otto” rovesciato o al segno dell’infinito, posto in verticale. Le interpretazioni spaziano dal simbolo dei Cavalieri Templari a richiami matematici legati al concetto di resurrezione. L’interno è quasi privo di decorazioni, una scelta che esalta la purezza delle linee e invita al raccoglimento silenzioso.

Attualmente l’abbazia non è più un centro monastico attivo, ma i locali del vicino cenobio ospitano il Museo Speleo-Paleontologico, dove è conservato il celebre fossile di un ittiosauro ritrovato nella zona. La vicinanza con le Grotte di Frasassi rende il sito un fulcro culturale e turistico di primaria importanza per le Marche.