Cantiano

Comune di Cantiano

Coordinate 43°28′21.29″N 12°37′42.71″E
Altitudine 360 m s.l.m.
Abitanti 2420

www.comune.cantiano.pu.it

Fu nel VI secolo a.C. che gli Ikuvini, una ramificazione umbra del popolo degli Italici che dall'Europa continentale avevano invaso l'Italia, furono autori della migrazione che li portò ad occupare l'area appenninica umbro-marchigiana intorno alla odierna Scheggia, nelle cui vicinanze fondarono la città della Ukre Fisia e dove risulta eressero il tempio a Giove Patre. E fu in questi luoghi che nel lontano 1456 avvenne il ritrovamento di un documento di inestimabile valore, le Tavole Eugubine (museo di Gubbio): sette lamine di metallo redatte in umbro, etrusco e latino la cui lettura, traduzione e successivo studio ha permesso di svelare gli ordinamenti, le attività, le pratiche sociali e religiose di questi nostri antenati appenninici. La vicinanza e i successivi contatti con gli Etruschi delle regioni dell'Etruria, popolo di civiltà sviluppata e di diversa cultura, più attenti a realizzare commerci che non a dominare genti, sortirono effetti benefici sulle condizioni di vita degli Ikuvini. È forse in questo tempo che inizia ad acquistare importanza il centro di Luceoli, localizzata nel territorio del comune di Cantiano nei pressi dell'attuale frazione di Pontericciòli (da Pons Luceoli).
Il IV secolo a.C. fu il secolo d'oro degli Ikuvini, lontani dalle battaglie e dagli accanimenti dei Romani e dei Galli. Questa loro neutralità favorì la pacifica annessione a Roma che li aveva fino ad allora trascurati nella loro marginalità. Toccò a Caio Flaminio, censore, rendere tangibile la presenza romana creando nel 219 a.C., peraltro su tracciati in parte già esistenti, la validissima arteria appunto chiamata via Flaminia, un collegamento strategico tra Roma e Rimini. Via che poi successivamente, per opera di Augusto e diVespasiano, vedrà migliorare il proprio percorso con la costruzione di numerosi manufatti ed imponenti ponti e l'apertura, nel 76 a.C., della galleria del Furlo. Per questo motivo Luceoli acquisterà notevole visibilità, divenendo così municipio romano, localizzata in prossimità della mutatio "Ad Ensem" nella Tabula Peutingeriana, copia del XIII secolo di un'antica carta romana che mostrava le vie militari dell'Impero. La Civitas di Luceoli, probabilmente anche sede episcopale indipendente poi estintasi a beneficio della vicinaGubbio, dopo le invasioni devastatrici degli Eruli e dei Goti, aumenta la propria importanza nel divenire un caposaldo del Corridoio bizantino. Questo, insinuandosi nei territori dei Longobardi di re Alboino, costituiva l'unica alternativa alla Flaminia presidiata nel mantenere in comunicazione i domini bizantini adriatici dell'Esarcato e delle Pentapoli con i Ducati di Roma e di Napoli.
Forse in funzione antilongobarda o per difendersi dalle incursioni dei Saraceni del IX secolo si inizia la fortificazione dei due colli di Colmatrano e di Cantiano posti a nord di Luceoli, intorno ai quali i superstiti della città, definitivamente distrutta nel 1137 dall'imperatore Lotario III, ripiegheranno per dare avvio alla comunità di Cantiano. La stessa Cantiano, sembra prendere nome da Cante Gabrielli, della omonima famiglia Eugubina che, nel corso del X secolo, ottenne da papa Stefano VII alcuni castelli nell'Italia centrale, tra i quali quello di Luceoli, che fu ribattezzato Cantiano (da Cante). Il colle di Colmatrano fu presidiato da una imponente torre alta 24 metri di cui oggi nulla rimane se non le fondazioni; il colle di Cantiano, oggi di Sant'Ubaldo, ospitò la costruzione del castello di cui rimane oggi il muro portante lato nord est, dopo gli importanti restauri a cura dell'amministrazione comunale e buona parte della torre d'angolo denominata Pagella. Uniti i due colli successivamente da una possente cinta muraria larga 10 m al riparo della quale prosperava il borgo, il Castello di Cantiano assunse una formidabile capacità difensiva. Sbarrando di fatto la Via Flaminia la sua importanza strategica fu tale che per ogni secolo i potenti se ne disputeranno il possesso. Dall'obbedienza all'impero del Barbarossa e di Federico II di Svevia, Cantiano passò nel 1244 per atto di quest'ultimo sotto la giurisdizione di Gubbio e nel 1250 sotto ilGoverno della Chiesa. Prima di ritornare intorno al 1300 sotto il controllo degli Eugubini, Cantiano visse l'esperienza della "Libera Università" con la quale, grazie a donazioni del conte Gualteruzio Bonaccorsi, la comunità diventava proprietaria ed amministratrice dei beni comuni. Vennero compilati regolamenti per la conservazione ed il godimento di detti beni, le modalità per affitti e locazioni, la destinazione delle somme ricavate, una parte delle quali veniva destinata agli stipendi del medico e del maestro affinché i loro servizi fossero gratuiti per la comunità. Del Castello di Cantiano - divenuto nella seconda metà del XIV secolo dimora di Gabriello di Necciolo Gabrielli, già Vescovo e Signore di Gubbio, insieme alla sua famiglia - se ne disputarono il dominio anche i Montefeltro di Urbino ed i Malatesta di Rimini, sostenuti per interessi territoriali dai Visconti, signori di Milano e dallarepubblica di Firenze. La "questione di Cantiano", divenne allora motivo di interesse per quasi tutte le Cancellerie della penisola. Siamo al 1393 quando, dopo ben nove anni di estenuante assedio, caduta la rocca di Colmatrano ad opera degli armati del conte Antonio II da Montefeltro, si patteggia una pace onorevole. Il castello di Cantiano seppure invitto ed inespugnato per gloria del suo Signore e difensore conte Francesco di Necciolo Gabrielli e per il coraggio di sua moglie Madonna Filippa, viene ceduto ai Montefeltro durante la cui signoria Cantiano beneficiò di un florido periodo. Nel 1417 il castello doveva aver ripreso la vecchia efficienza giacché per anni fu il quartier generale dell'esercito di Guidantonio da Montefeltro contro Braccio da Montone (Andrea Fortebraccio Signore di Perugia) che, sotto quelle mura, vide infrante le mire espansionistiche verso la Marca e l'Adriatico. È ricordata la frase dell'illustre capitano di ventura nei confronti del Castello di Cantiano: "maledicto arnese de guerra". Nel 1478 è all'opera e all'ingegno di Francesco di Giorgio Martini, architetto militare di Federico da Montefeltro, che si deve il completo restauro della rocca di Colmatrano, delle mura urbiche e la trasformazione del castello medievale deiGabrielli in palazzo-fortezza, molto simile per fattura e dimensioni all'attuale rocca Feltresca di Sassocorvaro. Così il Duca Federico da Montefeltro, rendeva la sua capitale Urbinopiù sicura verso sud e poneva una degna residenza Ducale sulla strada tra Urbino e Gubbio, seconda capitale del ducato e sua amata terra natìa, dove era morta nel 1472l'amatissima moglie, la Duchessa Battista Sforza, che in assenza del consorte, si spostava continuamente tra Gubbio e Urbino, affiancata dal cognato conte Ottaviano Ubaldini della Carda, fratello e fido consigliere di Federico, che la assisteva nell'amministrazione ordinaria del ducato. Loro e l'intero corteo ducale avevano spesso fatto sosta nel castello di Cantiano. Divenuta allora onorevole terra, Cantiano fino al 1631 seguirà storia e destino del Ducato di Urbino. Con l'estinzione del Ducato per mancanza di eredi maschi, Cantiano passerà alla Chiesa di Roma e farà parte dello Stato Pontificio fino al 1860, quando apparterrà per annessione al Regno d'Italia.

EVENTI
La Turba
La Turba, sacra rappresentazione del Venerdì Santo, trae origine, anche se non direttamente, dai movimenti popolari di invocazione alla pace che si diffusero in terra di Marche edUmbria intorno alla metà del XIII secolo, portati sulle strade e nelle piazze dalle genti più umili e in condizioni di miseria, sofferenti ed esauste delle continue lotte tra guelfi e ghibellini. Studi più recenti la farebbero risalire a prima ancora dell'anno Mille, a San Domenico Loricato, monaco eremita di Fonte Avellana che fu discepolo di San Pier Damiani e che si disciplinava continuamente passando per gli eremi limitrofi, intorno al Catria. La Turba di Cantiano non ha conosciuto interruzioni lungo i secoli, tranne che durante l'ultimo periodo bellico, crescendo sempre ed arricchendosi negli anni.
Altre[modifica | modifica wikitesto]
• Piazza del gusto: fiera agroalimentare dei prodotti tipici di Cantiano e della zona del Montefeltro, si svolge il secondo fine settimana di maggio; è possibile degustare il polentone alla carbonara e diverse specialità locali, come il pane di Chiaserna, il vino di visciole, l'amarena di Cantiano e le confetture di more, visciole e frutti di bosco.
• Mostra mercato regionale del cavallo del Catria: si svolge il secondo fine settimana di ottobre presso il centro ippico di Chiaserna. Promuove la tipica razza equina, allevata sui pascoli limitrofi. Degustazioni di carne equina abbinata ai prodotti locali, in particolare funghi e tartufi; vi è inoltre un'esposizione di cavalli, caroselli, competizioni e concorsi ippici.
• Mostra mercato del tartufo bianco "Valle del Balbano": si svolge il terzo fine settimana di novembre, per la promozione del pregiato locale tartufo bianco della valle del Balbano e di altri prodotti tipici.